In collaborazione didattica con la Facoltà di Medicina e Chirurgia - Dipartimento di Anatomia e Fisiologia Umana, Laboratorio di Neurofisiologia - Università degli Studi di Padova (referente: Prof.ssa Carla Mucignat).
LE ORIGINI DEL GRUPPO P.A.C.
Nel 1993 la Associazione per lo Studio della Psicologia e delle Neuroscienze "Gian Mario Balzarini" formalizzò, a Forlì, la sua esistenza assumendo personalità giuridica. Di fatto, come gruppo informale, esisteva dal 1985. All'interno dell'Associazione si definirono vari filoni operativi. Uno di questi fu la Sezione di Neuroscienze e Biologia dei Recettori, il cui coordinamento venne affidato ad Dr. Gianni Tadolini, vicepresidente dell'Associazione. Il nostro Ente era entrato da poco in rapporto di collaborazione col Dipartimento di Neuroscienze dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" di Milano. Non fu difficile, pertanto, legare, sia pur limitatamente agli aspetti didattici, l'attività dell'Associazione all'Istituto "Mario Negri". Presso l'Istituto era operativa una Unità di Farmacologia Comportamentale, diretta da Luigi Cervo Ph.D., che lavorava col ratto norvegese e con la Gabbia di Skinner. Si definì così l'opportunità, per diversi studenti e neolaureati della Facoltà di Psicologia dell'Università di Bologna, che svolgevano il tirocinio sperimentale presso l'Associazione, di frequentare l'Istituto "Mario Negri" e di apprendere i rudimenti della manipolazione degli animali e dell'utilizzo della Gabbia di Skinner. La collaborazione tra l'Associazione e l'Istituto "Mario Negri" si è protratta per anni, fino al sopraggiungere di difficoltà organizzative, legate alla sterilità degli ambienti ed alla salvaguardia igienica dello stabularium dell'Istituto. Noi sperimentalisti dell'Associazione "G.M. Balzarini" vogliamo comunque dichiarare, nei confronti dei ricercatori dell'Istituto "Mario Negri" di Milano, il nostro debito di profonda gratitudine, per averci aperto le porte ed averci introdotto nel mondo affascinante della ricerca biomedica. Di recente abbiamo ripreso una collaborazione didattica con la Prof.ssa Carla Mucignat, attualmente docente incaricato alla Cattedra di Neurofisiologia della Facoltà di Medicina dell'Università degli Studi di Padova. Il nostro rapporto con la Prof.ssa Mucignat risale agli anni in cui questa giovane ricercatrice teneva il corso di Tecniche Sperimentali di Ricerca all'Università di Bologna. Carla è una delle maggiori esperte in Europa di quei modelli di ricerca con animali che vedono l'impiego del topo come soggetto sperimentale ed è membro docente del Gruppo P.A.C. - Coordinatore del Gruppo P.A.C. è il Dr. Gianni Tadolini, psicologo, nato a Bologna nel 1950. E' iscritto all'Ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna dal 1989 ed è membro ordinario della AISAL (Associazione Italiana per le Scienze degli Animali da Laboratorio). Con l'entrata nel Gruppo della Dott.ssa Gessica Degl'Innocenti - forse la maggior esperta italiana di psicologia canina - e del Dott. Saverio Mariotti, allevatore e veterinario, gli interessi del Gruppo P.A.C. hanno varcato gli angusti limiti del laboratorio e si sono aperti al vasto scenario della psicologia delle razze canine e, più in generale, dell'animale d'affezione.
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P.A.C. Notizie:
Indice del Blog:
Gruppo P.A.C. - Psicologia Animale Comparata - Forlì
in collaborazione con
CESPES - Reggio Emilia
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Primo corso di formazione in
" PSICOLOGIA DELLA RELAZIONE UOMO-ANIMALE "
Coordinatore: Dott. Gianni Tadolini
70 ore d’aula - visite guidate - contatto con operatori
Febbraio - Aprile 2010
Eppure quando il Legislatore volle regolamentale in Italia la professione di psicologo (1989) sembrò scordarsi di tale posizione debitoria: sembra che nel nostro paese lo psicologo debba dedicarsi unicamente al contesto umano. Invece, già antecedentemente alla costituzione dell’Ordine Professionale, erano un certo numero gli psicologi che avevano a che fare con gli animali, sia nei laboratori di ricerca, sia nella Pet Therapy, sia nell’educazione alla gestione dell’animale domestico d’affezione. La “psicologia della relazione uomo-animale” è andata dunque imponendosi di fatto come disciplina specifica avente un proprio oggetto di studio ed un proprio metodo di osservazione. Noi crediamo sia giunto il momento di dare a tale disciplina una completa ed autonoma configurazione, accanto alle discipline storiche del sapere psicologico.
Il breve corso di formazione che proponiamo vuole essere un’opportunità d’approccio a tale contesto per coloro che desiderano inoltrarsi nel variegato mondo di cui la Psicologia Animale si occupa. Il corso può fungere da percorso introduttivo per coloro che desiderano avviarsi:
Sarà cura del gruppo docente, oltre a fornire gli elementi teorici di base della Psicologia Animale, con particolare attenzione agli aspetti della relazione uomo-animale, porre i corsisti a contatto con operatori e situazioni utili a favorirne l’inserimento nel mondo professionale. Il corsista incontrerà pertanto esperti in sperimentazione animale, in educazione cinofila e in Pet Therapy.
Ø Importante: per scelta il corso si mantiene su contenuti relativamente generici, non potendo approfondire, in un così limitato spazio di tempo, nessuno degli aspetti in cui la relazione uomo-animale è implicata: il corso vuole introdurre e porre le basi affinché l’interessato possa eventualmente accedere ad altri, professionalizzanti percorsi formativi, avendo introdotto nel proprio curriculum elementi teorici e conoscenze imprescindibili per chi si apre ad un corso di approfondimento. Abbiamo spesso constatato che notizie precise, circa la relazione uomo-animale, mancano ad esempio a chi si iscrive ai corsi di educazione cinofila, di Pet Therapy e ancor maggiormente a coloro che intraprendono in laboratorio la formazione di ricercatore biomedico.
PROGRAMMA
1° Seminario 6 – 7 febbraio 2010
Tema: STORIA E METODO DELLA PSICOLOGIA ANIMALE
Docente: Dott. Gianni Tadolini
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2° Seminario 20 – 21 febbraio 2010
Tema 1: IL COMPORTAMENTO ANIMALE
Docente: Dott.ssa Gessica Degl’Innocenti
Tema 2: LA RELAZIONE UOMO-ANIMALE
Docente: Dott.ssa Gessica Degl’Innocenti
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3° Seminario 6 – 7 marzo 2010
Tema: IL SISTEMA NERVOSO e NEUROENDOCRINO DEI MAMMIFERI E LE SUE IMPLICAZIONI COMPORTAMENTALI: COMPARAZIONI CON L’UOMO
Docente: Prof.ssa Carla Mucignat
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4° Seminario 20 – 21 marzo 2010
Tema 1: PSICOLOGIA ANIMALE E PSICOLOGIA DELL’UOMO: DUE DISCIPLINE A CONFRONTO
Docente: Dott.ssa Gessica Degl’Innocenti
Tema 2: FILOGENESI DELLA SPECIE: IL COMPORTAMENTO ANIMALE COME CHIAVE DI LETTURA DELLA PSICOPATOLOGIA UMANA
Docente: Dott. Gianni Tadolini
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5° Seminario (convegno) 3 – 4 aprile 2010
Tema : LA PSICOLOGIA ANIMALE COME PROFESSIONE: PROBLEMI E PROSPETTIVE
A – LA RICERCA IN LABORATORIO
B – LA PET THERAPY
C – L’EDUCAZIONE CINOFILA
D – IL SUPPORTO AL PROPRIETARIO DELL’ANIMALE D’AFFEZIONE
E – L’ETICA NEL RAPPORTO CON L’ANIMALE
F – LA CURA DELL’ANIMALE D’AFFEZIONE
Interventi: Gianni Tadolini psicologo - Gruppo P.A.C. - Forlì
Gessica Degl’Innocenti psicologa - Gruppo P.A.C. - Firenze
Carla Mucignat psicologa - Università di Padova - Padova
Elisabetta Satta psicologa - Gruppo P.A.C. - Bologna
Marta Piscitelli veterinaria - ENEA - Roma
Saverio Mariotti veterinario - Gruppo P.A.C. - Firenze
Michele Beltrami esperto piccoli animali - Gruppo P.A.C. - Rovigo
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DOCENZE & INTERVENTI
Il corso è rivolto soprattutto ai laureati in Psicologia, ma è aperto anche a persone laureate in discipline scientifiche che documentino interesse ed attitudine per il rapporto con l’animale. Il numero dei posti disponibili è di 30. La quota di partecipazione, di € 600, deve essere versata in due rate: € 300 all’atto dell’iscrizione ed € 300 all’inizio del corso. L’attività didattica si svolgerà con frequenza quindicinale, a partire dal mese di febbraio del 2010 e le lezioni si terranno sempre a Reggio Emilia nei giorni di sabato e domenica. I corsisti vengono ammessi sulla base di un colloquio informativo atto a valutarne le effettive attitudini. Le domande di ammissione al corso, unitamente ai dati curriculari che il candidato ritiene opportuno comunicare, devono pervenire entro il 31 dicembre 2009 al CESPES di Reggio Emilia, via Wibicky n. 1 e la prima rata della quota d’iscrizione deve essere versata subito dopo il colloquio del candidato. I colloqui verranno effettuati nel mese di gennaio 2010.
CESPES - Reggio Emilia www.cespes.re.it - 0522.438600 - 340.5105643
Referente: dott.ssa Nicoletta Spada
Gruppo P.A.C. - Forlì www.psicoanimale.splinder.com - 393.8842278
coordinatore: dr. Gianni Tadolini
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Corso introduttivo alla professione di
Dog-Sitter
si è tenuto il 25 - 26 ottobre 2008
presso Agriturismo La Sarzola
via Maglianella n. 11 - Forlì
Programma:
Docenti: Dott.ssa Gessica Degl’Innocenti, Firenze (psicologa animale)
Dott. Saverio Mariotti, Firenze (medico veterinario)
E' STATO RILASCIATO ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE

la Dott.ssa Gessica, psicologa esperta in comportamento animale


il Dr. Gianni Tadolini - classe 1950
coordinatore del Gruppo P.A.C.
( con la sua Lilla, un barboncino col quale vive in stato simbiotico )
LETTERA APERTA DEL COORDINATORE
Forlì, novembre 2008
Psicologia animale:
problema deontologico e vuoto legislativo
di Gianni Tadolini
Alcuni recenti avvenimenti hanno messo in evidenza problematiche che, come psicologi, ci interessano molto da vicino e non possono più essere tralasciate a livello istituzionale. Tali avvenimenti rappresentano solamente l’epifenomeno di un disagio che riguarda un certo numero di colleghi che - per vari motivi, tra cui spesso la giovane età ed il timore di non essere presi seriamente in considerazione - non hanno ancora rese palesi le loro difficoltà.
Avendo personalmente alle spalle ormai trent’anni di professione ed avendo operato spesso nel settore della Psicologia Animale, soprattutto relativamente alla ricerca di modelli animali sperimentali per lo studio dei farmaci, sono stato stimolato a farmi portavoce del suddetto disagio.
L’ultimo degli avvenimenti citati è enucleabile da un carteggio apparso sulla rivista on-line “Professione Veterinaria” - n. 33/2008, n. 39/2008 - che viene pubblicata nel sito della ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani). In sintesi si critica e si condanna il comportamento professionale di una giovane (ma comunque nota a livello nazionale) psicologa di Firenze che si occupa a tempo pieno di “psicologia canina” fin dai tempi degli studi universitari. La competenza e la ricchezza curriculare della Dottoressa fiorentina sono sostanzialmente riconosciute, ma non sono ritenute prerogative sufficienti a giustificare la presunta “invasione di campo” che l’autore dell’ampio articolo (il Dott. Antonio Manfredi, medico veterinario) mette in evidenza. “Invasione” (è il termine che usa Manfredi) quindi di una psicologa nel contesto professionale del medico veterinario, fino alla configurazione del reato penale dell’esercizio abusivo della professione. Il fatto che la psicologa agisca molto più sul proprietario dell’animale che sull’animale stesso non attenua la virulenza degli strali lanciati contro la collega da coloro che si sono interessati, a vario titolo, al dibattito dalla parte dei veterinari.
Non voglio comunque soffermarmi ulteriormente sul singolo episodio - anche se non ne sottovaluto l’importanza - perché il discorso deve essere tradotto in un contesto più generale. E’ molto difficile sapere quanti psicologi si occupano professionalmente, oggi in Italia, di Psicologia Animale: a nostro avviso sono per ora alcune decine, ma la tendenza è certamente in salita, soprattutto perché la Psicologia Animale è terreno abbastanza naturale per molti giovani colleghi che provengono dall’indirizzo sperimentale, attivo presso diverse sedi universitaria delle Facoltà di Psicologia.
Personalmente, avendo collaborato solamente con Istituti di ricerca biomedica, sono venuto in contatto in prevalenza con psicologi che lavoravano con i roditori nella costruzione di modelli sperimentali di derivazione skinneriana, ma sono a conoscenza dell’esistenza di colleghi che si occupano di Pet Therapy e di tecniche comportamentiste con gli animali d’affezione. Anche l’addestramento cinofilo comincia ad interessare gli psicologi. Possiamo quindi riassumere nei sottoindicati filoni operativi le potenzialità d’impiego degli psicologi nell’ambito della Psicologia Animale:
Ø Psicologia Animale ai fini della sperimentazione biomedica,
Ø Psicologia Animale ai fini della Pet Therapy,
Ø Psicologia Animale ai fini della cura della relazione tra l’animale d’affezione ed il proprietario dell’animale stesso (di solito un cane o un gatto).
D’altra parte, da quando la psicologia scientifica è diventata disciplina autonoma dalla filosofia, gli psicologi hanno sempre utilizzati gli animali come soggetti sperimentali e le riflessioni che da tali osservazioni sono derivate hanno contribuito non poco a comprendere il comportamento e la psicopatologia dell’essere umano. La storia della psicologia, soprattutto del XX secolo, ce lo insegna: Edward Thorndike, Wolfgang Koherl, Ivan Pavlov, Frederick Skinner, Konrad Lorenz, Frederick Harlow, sono nomi che ci richiamano ad un patrimonio culturale di derivazione strettamente psicologica la cui appartenenza non può essere sottratta alla psicologia ed agli psicologi da nessun operatore che oggi, a diverso titolo, si occupi di animali.
A questo punto però si rende evidente in Italia un VUOTO LEGISLATIVO di notevoli dimensioni che istituzionalmente non può più essere trascurato. Infatti, né la Legge n. 56 del 18 febbraio 1989 sull’ordinamento della professione di psicologo, né il D.P.R. n. 328 del 5 giugno 2001, che modifica e perfeziona la precedente normativa, affrontano il problema della pratica della Psicologia Animale da parte dello psicologo. L’articolo 1 della Legge del 1989 parla di “attività di abilitazione-riabilitazione e sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali ed alle comunità”, ma in parallelo vengono istituiti, presso le Facoltà di Psicologia percorsi didattici finalizzati all’acquisizione di tecniche sperimentali che possono presupporre l’utilizzo dell’animale. Nel 1992, quando il Ministero della Sanità stende una Legge Quadro che regolamenta la sperimentazione animale (Decreto Legislativo n. 116 del 27 gennaio 1992) non si pone il problema degli psicologi che già, in qualche caso, lavorano nei laboratori di ricerca. Ciò non avviene neppure col Decreto Ministeriale del 29 novembre 1995 (Gazzetta Ufficiale del 3 maggio 1996) che specificamente affronta il tema dell’idoneità dei titoli di studio abilitanti alla manipolazione degli animali da esperimento. D’altra parte tale legislazione compare in anni in cui il riconoscimento giuridico della figura dello psicologo e delle mansioni che gli competono sono ancora agli albori, per cui non fa meraviglia che non se ne faccia menzione nella normativa.
Dal 1995 ad oggi, tuttavia, nonostante la crescita esponenziale di operatori della sperimentazione biomedica provenienti dalle Facoltà di Psicologia, permane il vuoto legislativo. Alcuni psicologi sono addirittura collocati in posizioni di primo piano, partecipano a congressi internazionali e producono articoli sulle riviste di biomedicina più importanti del pianeta: solo per citare un esempio, la responsabile del Centre of Excellence on Biomedics for Artificial Olfaction, grande esperta di modelli animali, professore associato presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Padova, è una psicologa, appunto laureata in psicologia. Ma sembra che il legislatore non ne sia a conoscenza o non si voglia preoccupare di sanare posizioni che necessiterebbero invece di una precisa configurazione.
Il fine della presente lettera è quello di allertare l’Ordine Nazionale degli Psicologi affinché prenda in mano le redini di una situazione e di un dibattito che va ormai articolandosi in maniera troppo libera, mentre invece dovrebbe essere ricondotto e gestito all’interno di canali istituzionali. Non è sufficiente che compaiano articoli e pareri sulle riviste di veterinaria e non è sufficiente che i singoli colleghi si organizzino come possono per giustificare le loro professionalità nell’ambito della Psicologia Animale. Occorre che gli Ordini professionali (Psicologi, Veterinari, Biologi) si pongano ad un tavolo di studio e discussione capace di produrre una normativa che tenga veramente conto di tutte le posizioni attuali. Va da sé che il Decreto Ministeriale del 29 settembre 1995 è decrepito e superato e non può essere più in alcun modo punto di riferimento.
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Michele Beltrami e il suo Ratto
L'Associazione "G.M. Balzarini", in collaborazione didattica con il Laboratorio di Neurofisiologia dell'Università di Padova e con l'azienda Pet & Green Zodiaco di Forlì, propone un percorso formativo sul tema:
" PSICOLOGIA E FISIOLOGIA DEL RODITORE "
Il corso avrà durata di 100 ore: 7 moduli didattici per un totale di 55 ore d'aula e 45 ore di stages e visite guidate. La parte teorica si terrà interamente a Forlì e quella pratica in parte a Forlì ed in parte a Padova. E' un percorso formativo introduttivo che si rivolge a coloro che desiderano avvicinarsi al mondo dell'animale da laboratorio e, più genericamente, al mondo del piccolo mammifero roditore, con finalità occupazionali. Il corso può risultare particolarmente utile a coloro che sono preposti alla gestione di negozi per la vendita di piccoli animali.
Insegnamenti generali teorici
- Anatomia e fisiologia dei roditori, Psicologia e comportamento, Alimentazione dell'animale, Malattie.
Insegnamenti speciali teorici
- L'animale da laboratorio, Il roditore come animale d'affezione, Il roditore nella Pet Therapy
Stages:
Forlì .............. PET & GREEN ZOODIACO (tutor Michele Beltrami)
Padova ..........UNIVERSITA' DI PADOVA - Lab. di Neurofisiologia (tutor Carla Mucignat)
Gruppi tematici:
I docenti sono:
- psicologi esperti in psicologia animale e metodologie di laboratorio,
- veterinari esperti in fisiologia e patologia dei roditori,
- tecnici esperti nella gestione del piccolo animale.
Quota d'iscrizione:
€ 1000 + IVA ( € 200 ), in tre rate
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Per informazioni: Dr. Gianni Tadolini, E-mail: tadogio@tin.it
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Altri numeri utili
Consiglio didattico: segreteria 0543.35434
docente Michele Beltrami 340.6775933
docente Letizia Zagnoli 328.9465221
La Dott.ssa LUISA CALENDA, nostra collaboratrice e consulente, è un medico-veterinario esperto in roditori e mammiferi lagomorfi. Può essere consultata da chi possedesse conigli o roditori ed avesse necessità di intervento clinico sull'animale. Luisa riceve a Forlì, in Viale Marconi 21 - Tel. 0543.67511.

amico ratto
per saperne di più apri il file nella videata a destra in alto

Ecco invece la "cavia" o Porcellino d'India
il ratto in laboratorio nella Gabbia di Skinner

il Prof. B.F. Skinner
Burrhus Frederic Skinner (1904 – 1990), psicologo americano . Si laureò prima in lingua e letteratura, poi ottenne un dottorato di psicologia ad Harvard. Insegnò psicologia all'università del Minnesota e successivamente ad Harvard. Dopo aver pubblicato due lavori su due tipi di condizionamento, pubblicò l'articolo "The behaviour of organisms" che è considerato il suo principale contributo all'elaborazione della teoria del comportamentismo. Skinner è visto da molti come l'immagine dell'America pragmatista e tecnologica, fiduciosa nelle proprie possibilità tecnologiche. Skinner fu afflitto, negli anni giovanili, da una forma depressiva alla cui formazione aveva contribuito, probabilmente, anche il fallimento dell'attività di scrittore: la superò definitivamente con la pubblicazione del suo romanzo utopico "Walden Two", nel quale coniuga conoscenze psicologiche e abilità di scrittura.
Il "condizionamento" proposto da Skinner è chiamato "Condizionamento operante". Secondo lui l'apprendimento avviene sulla base di due leggi fondamentali:
A differenza di Ivan Pavlov egli credeva che durante l'esperimento il soggetto dovesse essere attivo e che il comportamento si sarebbe modificato in funzione delle conseguenze che l'azione produceva. Un "rinforzo" o una "punizione" avrebbero aiutato la realizzazione dell' esperimento stesso. La teoria e la tecnica skinneriana sono state adottate ampiamente nello studio del comportamento dell'animale da laboratorio, per l'analisi delle modificazioni psicologiche indotte da una sostanza farmacologicamente attiva.
La Prof.ssa Carla Mucignat Ph.D. - "una di noi" - ci informa che sono state completate le formalità burocratiche per la collaborazione didattica tra il Gruppo P.A.C. e il Dipartimento di Anatomia e Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina dell'Università di Padova.
Una ricerca sui tumori cerebrali
La nostra referente presso l'Università di Padova è la Prof.ssa CARLA MUCIGNAT Ph.D, psicologa, Dottore di Ricerca in Neuroscienze, Professore Associato di Fisiologia al Dipartimento di Anatomia e Fisiologia Umana. Carla è attualmente responsabile di un gruppo di ricerca formato da Michela Bondi (tecnico), Marco Redaelli (dottorando di ricerca in neuroscienze) e altro personale composto da borsisti e laureandi. Il gruppo sta conducendo, sull'animale da laboratorio, uno studio sui tumori cerebrali. Come è nata l'idea di questa ricerca? Da circa 20 anni, in collaborazione col Prof. Antonio Caretta (Fac. di Farmacia - Università di Parma), il gruppo di Padova studia il ruolo dell'adenosin-monofosfato ciclico (cAMP) nello sviluppo del sistema nervoso. Questa sostanza è un "secondo messaggero", cioè una molecola in grado di attivare delle proteine dette PKA (protein-kinasi cAMP-dipendenti) che, a loro volta, agiscono su diverse "proteine bersaglio" modificandone la funzione e quindi influenzando i processi che si svolgono all'interno della cellula. Cellule diverse posseggono PKA di tipo diverso, la cui produzione e localizzazione all'interno della cellula varia a seconda dello stato funzionale della cellula stessa (ad es. durante lo sviluppo di un processo patologico). Nel corso degli anni il gruppo di Padova ha descritto la distribuzione delle PKA nell'encefalo dei roditori, arrivando ad occuparsi delle modificazioni indotte da diversi processi patologici su questa distribuzione. Assieme al Prof. Cavaggioni, direttore del laboratorio e mentore del gruppo, si è cominciato a studiare un modello di tumore particolarmente aggressivo anche nell'uomo: il glioblastoma multiforme. Attualmente la sopravvivenza dal momento della diagnosi è limitata ad alcuni mesi e la prognosi è infausta. Questo tumore può essere indotto nel topo mediante iniezione nell'encefalo di lenee cellulari derivate da tumori provenienti dallo stesso ceppo di topi. Si è visto così che questi tumori, sviluppati nei topini, si possono distinguere dal resto dell'encefalo in quanto presentano una particolare e caratteristica distribuzione delle PKA, facendo supporre che queste siano legate alle caratteristiche maligne delle cellule tipiche di questi tumori. L'obiettivo del gruppo di Padova è quello di capire se sia possibile modificare il destino delle cellule tumorali indirizzandole verso un fenotipo meno aggressivo, manipolando il contenuto di PKA nella cellula mediante farmaci o terapia genica. Si è già iniziata l'analisi di frammenti di vari tumori umani ottenuti durante la resezione chirurgica ed i dati iniziali confermano che categorie diverse di tumori cerebrali presentano caratteristiche distribuzioni delle PKA. Le aspettative sono di poter aprire la strada ad un nuovo processo terapeutico basato sull'utilizzo di sostanze in grado di modificare il contenuto di PKA della cellula.
La Prof.ssa CARLA MUCIGNAT
carla.mucignat@unipd.it - www.cicciolo.net/neuro/Menu/carlamucignat.html

Depressione, nervosismo, caratteropatie, disturbi psicosomatici .... Eh sì, li ho anch'io, anche se sono un cane! Però, cari umani, dovreste cominciare a considerare l'eventualità che l'elemento patogeno non sia nei miei geni o nella mia razza, ma sia proprio in voi. Siete sicuri di saper fare i padroni di un cane? Come dice Patrick Pageat, grande etologo francese: "... cani si nasce, padroni si diventa ..." Allora, voi che forse avete un cane ribelle, maleducato, poco socievole, o - come me - decisamente depresso e con la cefalea, volete provare a guardare voi stessi, invece che continuare a portarmi solamente dal veterinario? Bene, vi consiglio due nominativi: sono una coppia fantastica ed hanno capito come stanno le cose, parola di cane.
$ $ $ - annuncio commerciale
E' in vendita una bella e moderna struttura, adibita ad albergo per animali, ubicata in provincia di Torino. I contatti sono reperibili al sito www.la-cuccia.com
Come gli animali ci possono aiutare:
dall’animale domestico alla Pet Therapy
Sintesi di un intervento della
Dott.ssa Elisabetta Satta
C’è una sola cosa al mondo che il denaro non potrà mai comprare: lo scodinzolio di un cane! E’ così che Walt Disney inizia il suo celebre film “Lilli e il Vagabondo” ed è da qui che mi piace raccontarvi quanto gli animali possono essere importanti per la vita dell’uomo. Tutti quelli che possiedono o hanno posseduto animali sanno bene quanto, in particolare il cane o il gatto, possono essere veri amici: ci tengono compagnia, ci fanno divertire con le loro corse, i loro giochi, ci sono fedeli, ci sanno capire quando siamo tristi e ci sanno stare vicino senza giudicarci. Il legame che si crea con loro è spesso così forte che li reputiamo dei veri e propri membri della famiglia; si siedono nella nostra poltrona, dormono nel nostro letto, vogliono mangiare insieme a noi e, a volte, quello che mangiamo noi; li portiamo in vacanza e stiamo male quando si ammalano. La loro presenza diventa necessaria, a volte scontata, durante la vita quotidiana. Proprio come se fossero, fratellini o talvolta figli, ci rendiamo conto del loro enorme valore nel triste momento in cui ci vengono a mancare. Il vuoto lasciato da loro è così forte che spesso l’idea di prendere un altro animale diventa difficile perché il nostro “Vagabondo” è davvero insostituibile e davvero speciale.
Gli animali sono quindi una vera risorsa e l’aiuto che essi ci possono fornire è oggi ampiamente studiato e documentato. Infatti il loro valore è così importante che diverse ricerche dimostrano che gli animali possono non solo far vivere meglio persone sane, ma persino aiutare a guarire persone malate. E’ così che cavalli, delfini, asini, cani, gatti, maialini, conigli, uccellini, piccoli roditori e tanti altri vengono scelti come fondamentali aiutanti di medici, psicologi ed educatori. Diventano quindi come “medicine”, parte integrante della terapia e vengono chiamati “co-terapeuti”. In inglese animale da compagnia si dice “Pet” e terapia si dice “Therapy”. Possiamo quindi facilmente capire di cosa si tratta quando parliamo di “Pet-Therapy”, ovvero di “terapia assistita dagli animali”. La Pet Therapy, a seconda dell’animale utilizzato, viene effettuata in contesti diversi: Ad esempio: quella con i delfini (delfinoterapia) viene fatta in piscina e l’ippoterapia, o terapia con i cavalli, in appositi maneggi. Terapie con cani, gatti, criceti, conigli, pappagalli, possono essere fatte anche in ospedale, in un ambulatorio, a casa, a scuola, in case di riposo per anziani, in orfanotrofi e persino in carcere. Bisogna tuttavia tener presente che non tutti gli animali sono adatti per questo scopo, infatti i co-terapeuti vengono addestrati e selezionati molto attentamente. Come fa l’animale ad aiutarci a guarire? Le persone depresse talvolta vogliono solo stare a letto, non ridono più e piangono spesso, hanno perso interesse per tutto, anche per il cibo e per le persone care, a volte vogliono solo morire. L’animale con i suoi movimenti spiritosi, il suo bisogno di carezze, di gioco, può riuscire a superare la barriera che queste persone mettono nei confronti del mondo. Ci sono poi persone che hanno molta ansia, in questo caso anche solo il semplice atto di accarezzare l’animale aiuta a rilassarsi, diminuisce la pressione del sangue e il battito del cuore. L’animale è inoltre utile anche a coloro che devono fare esercizio fisico o fisioterapia per riprendere l’uso di un arto dopo un incidente, ad esempio, un braccio. Ecco che il cane, con la sua capacità di riportare gli oggetti, può esserci d’aiuto.
Ancora tante sono le situazioni e le persone per cui è indicata la Pet Therapy: persone sole, anziani, persone con handicap fisici e/o psichici, bambini con ritardo dello sviluppo, persone con traumi ecc. Bisogna però ricordare che la terapia con gli animali va quasi sempre affiancata ad una terapia convenzionale (farmacologica, psicoterapica…) e che non sarà sufficiente dare un cane o un gatto ad un paziente per vederlo star meglio: ogni terapia va studiata e programmata da professionisti.
GRUPPO DI LAVORO P.A.C.
In questo eccezionale filmato abbiamo la prova concreta del comportamento affettivo e riconoscente degli animali. Questo leone fu trovato cucciolo, ferito e denutrito, dalla donna che appare nelle immagini. La donna ne ebbe cura: lo nutrì e lo accudì fino a quando l'animale recuperò le forze. A quel punto lo trasferì in uno zoo. Molto tempo dopo la benefattrice si recò dal suo leone per vedere come stava. L'animale evidentemente la riconobbe e mise in atto l'inequivocabile comportamento festoso e riconoscente che possiamo osservare.
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Alcuni siti dei laboratori di Scienze Animali più importanti del mondo
Laboratory Animal Science
Europa: http://www.felasa.org
UK: http://www.lasa.co.uk
Germania: http://www.gv-solas.de
Scandinavia: http://www.scandlas.org
Spagna: http://www.secal.es
Svizzera: http://www.sgv.unizh.ch
USA: http://www.aalas.org
USA: http://www.dels.nas.edu/ilar
USA: http://www.iclas.org
USA: http://www.aaalac.org
UK: http://www.ufaw.org.uk
Laboratory Animal Medicine
Europa: http://www.eclam.org
Europa: http://www.eslav.org
UK: http://www.blava.org.uk
USA: http://www.aclam.org
USA: http://www.aclad.org